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Nato ne 1909 come Palazzo Folchi su progetto dell’architetto PRIMO TERTULLIANO MIOZZO per il Cav. Guglielmo Folchi ora HOTEL Grand’Italia.

Diversamente da altri edifici della zona ad uso misto commerciale – residenziale, era un palazzo nobile privato; esso sorge in posizione panoramica, all’angolo tra il Piazzale della Stazione e il Corso, che a quel tempo era totalmente priva di preesistenze monumentali.
La novità della proposta, allineata alle tendenze internazionali dell’Art Nouveau, fu aspramente criticata e giudicata con i termini spregiativi di “barbara” e “indefinibile”; è invece un importante esempio del gusto Liberty, caro alla classe dirigente dei Popolari per le sue caratteristiche innovative, rispetto all’eclettismo scelto dai conservatori padovani.

L’edificio presenta una scenografica prospettiva d’angolo, ondulata e animata da terrazze, verande, balconi i cui ritmi curvilinei, agili e dinamici, comunicano l’idea di nuovo e di giovane, cui contribuiscono pure le figure e gli ornati floreali.
Sempre legato allo stile Liberty è l’utilizzo delle decorazioni in ferro battuto dell’udinese ADOLFO CALIGARIS sui balconcini e nelle profilature.

Lo scrupoloso restauro dell'edificio voluto dalla famiglia Cinel, ha restituito per intero l'antico splendore, riportando in auge gli stili e gli spazi originari, classificando con legge regionale l'Hotel Grand'Italia come 'Residenza d'Epoca' dalla Regione Veneto.